ABBATEGGIO

ABBATEGGIO

Abbateggio (uno dei Borghi più belli d’Italia dal 2009) è situato sulle pendici settentrionali della Majella in una magnifica posizione che domina parte delle province di Pescara e Chieti. Costeggiato da splendidi boschi di faggio e roverella, si trova in sinistra idrografica del torrente Lavino.
Il territorio comunale si estende per 15,71 km2, tra le quote di 210 m e 1200 m. Il paesaggio è perciò molto vario, assumendo via via l’aspetto collinare, pedemontano e montano. Numerosi torrenti e corsi d’acqua attraversano e delimitano il comprensorio abbateggiano; il più importante è il torrente che costeggia il confine orientale che, cambiando più volte nome (Capo La Vena, Capo Lavino, Fosso Cusano, Valle del Lejo, Torrente Lavino), delimita il territorio verso Roccamorice. Questo torrente corre in una gola profondamente incisa nella roccia, immerso in un’oasi incontaminata di lussureggiante splendore.
Questo luogo è reso particolare dalla presenza di un sito minerario di grande interesse inserito in un ampio progetto di tutela e valorizzazione del territorio, l’ “Ecomuseo della Majella-Valle del Lejo”, che prevede il recupero e la valorizzazione delle emergenze di archeologia industriale e mineraria nonché naturalistiche e storiche dell’area individuata nel comprensorio di otto Comuni della Provincia di Pescara. Con un po’ di spirito di avventura ed accompagnati da guide esperte, è possibile avventurarsi alla scoperta di questo luogo, reso unico e magico dalla presenza delle vestigia delle antiche miniere di bitume.
Dalla Valle Giumentina si può facilmente raggiungere uno dei boschi più suggestivi che caratterizzano le pendici della Majella, in località Macchia di Abbateggio; di notevole interesse da visitare, inoltre, è la sorgente La Morgia.
La Valle Giumentina rappresenta una delle principali testimonianze del Paleolitico inferiore e medio in Abruzzo, come testimoniato da interessanti ritrovamenti di manufatti derivanti dalla lavorazione di ciottoli e l’Ecomuseo del Paleolitico, posto di fronte all’omonimo e noto giacimento preistorico, si propone come sistema integrato per la valorizzazione delle principali valenze della Majella settentrionale.
Attraverso la riproposizione di sei capanne in pietra a secco, architetture povere tipiche dell’ambiente agro-pastorale abruzzese, il pubblico viene guidato, in un percorso didattico e conoscitivo, alla lettura del paesaggio naturale, archeologico e storico, derivato da un affascinante e secolare rapporto tra uomo e ambiente, imperniato sull’archeologia delle industrie minerarie, sull’architettura rurale e pastorale e sull’ambiente naturale.
Il centro abitato è ubicato a 450 m s.l.m. in una bella posizione panoramica con vista che spazia dal massiccio del Gran Sasso al mare Adriatico. Il piccolo centro abitato di Abbateggio è costituito da un nucleo antico di piccole case in candida pietra locale aggrappate ad uno sperone roccioso che domina la stretta valle del fosso Fonte Vecchia, con tortuose stradine e ripide scalinate, discendendo le quali ci si affaccia d’un tratto verso paesaggi di selvaggia bellezza e una parte più recente, risalente ai primi anni del 1900, nella zona che circonda il Santuario della Madonna dell’Elcina. Per le caratteristiche case in pietra, Abbateggio è definito “paese presepe”.  

BENI ARCHITETTONICI DI INTERESSE STORICO-ARTISTICO

La Chiesa di San Lorenzo Martire è situata nel centro storico del paese. A pianta rettangolare, ad una sola navata, con facciata classica e portale in stile quattrocentesco, nel suo schema semplice cela un campanile quadrangolare che racchiude una pregevole gradinata a chiocciola, autentico piccolo capolavoro in pietra locale. Il suo interno è di stile barocco moderno.
La Chiesa della Madonna dell’Elcina, invece, sorge su una collina rocciosa a breve distanza dal centro storico del paese. Dalla sua posizione si scorge il Gran Sasso, i Monti della Majella, del Morrone e il mare Adriatico. La chiesa attuale, in pietra locale, è di recente costruzione (ricostruita e ampliata nel 1927).
La Chiesa della Madonna del Carmine è di piccola fattura, in pietra locale, a pianta rettangolare ad una sola navata con volta a botte e calotta dell’abside a semicupola; è stata totalmente ristrutturata. Se ne ignora l’anno di costruzione, ma dati certi ne testimoniano l’esistenza già nel 1743.
L’edicola votiva di San Biagio, nella contrada San Martino, è caratterizzata da una nicchia contenente, sopra l’altare, il busto autentico e antico del Santo. L’edificio è stato ristrutturato l’ultima volta nel 1986.
La chiesa altomedievale e medievale di S. Agata.
Il complesso archeologico monumentale in contrada Sant’Agata appare legato alla presenza di una piccola chiesa di cui è stato riscoperto l’altare votivo. Ad esso le donne si recavano per propiziarsi fecondità e abbondanza di latte aspergendosi i seni con acqua attinta dalla sua fonte, con un rito evidentemente collegabile ad antichissime tradizioni di origine italico – romane.
Le capanne a tholos
Sono strutture in pietra a secco costruite da pastori e contadini come ripari; la loro forma ricorda i trulli pugliesi ed i nuraghe sardi e sono chiamati in dialetto “pajare”, tipici della Majella nord – orientale. Sono capanne realizzate utilizzando l’abbondante materiale lapideo disponibile. Esso veniva posto in opera a secco per realizzare ambienti a pianta circolare, quadrata o rettangolare. Per la copertura veniva adottata la tecnica della falsa cupola, sovrapponendo cioè cerchi di pietre leggermente aggettanti verso l’interno sino a chiudere completamente la luce.